SEI SOTTO SFRATTO?

Sei sotto sfratto?

Resistere è possibile. Siamo in tanti a non riuscire più a pagare l’affitto. Abbiamo capito che non bisogna avere vergogna, perchè la vergogna ci fa restare soli ad affrontare i problemi. Insieme abbiamo già rimandato decine di sfratti presidiando le case il giorno dell’esecuzione. Ci siamo organizzati in una rete di solidarietà tra persone sotto sfratto.
NON USCIRE DI CASA AL PRIMO “AVVISO DI SFRATTO”. Il primo accesso dell’Ufficiale Giudiziario è solo una formalità. Un rinvio è garantito. Al successivo accesso è importante non essere soli. Nel caso in cui un ulteriore rinvio non fosse possibile troveremo insieme un’altra soluzione.
Vieni il prima possibile all’assemblea che si svolge ogni martedì dalle 17 alle 19 alla sede del Movimento di Lotta per la Casa in Via Palmieri 11r.

…OGNI MALEDETTA MATTINA…

Firenze 19-4-2012


Alla già avvilente situazione degli sfratti (circa 5000 nei prossimi anni) si è aggiunta in questi giorni la prepotente esecuzione forzata degli sgomberi di famiglie occupanti case popolari, alcune delle quali residenti nei territori da oltre venti anni.

Nella scorsa settimana una donna e sua figlia erano state sevegliate all’alba dall’arrivo di una trentina di poliziotti e soldati della Polizia Municipale (quelli che il sindaco Renzi denomina uomini  e donne “impegnati nel sociale”…) e in cinque minuti si sono ritrovate in mezzo alla strada. Poco importava che la donna fosse in precarie condizioni di salute, tantomeno che fosse residente in Via Rocca Tedalda da oltre venti anni…

Questa mattina, un altra famiglia con due minori, doveva essere sgomberata dalla Polizia Municipale. Ma la presenza di una quarantina di militanti del movimento e di abitanti del quartiere ha portato il manipolo di funzionari del Comune a pìù miti consigli, e quindi lo sgombero è stato rinviato.

Ma resta l’amaro calice di una Amministrazione Comunale che risolve gravi problemi di DISAGIO ABITATIVO unicamente con ordinanze di esecuzioni, che si tappa gli occhi davanti alle emergenze prodotte dalla crisi economica, e che invece di tutelare i propri abitanti gli danneggia costantemente il diritto alla salute e alla vita.

Altro che sfratti e sgomberi…Firenze ha bisogno di ripopolare i suoi quartieri, di realizzare case popolari, di recuperare il patrimonio sfitto, di combattere il mercato nero e la speculazione, e questo oramai lo sanno tutti…

prossimi appuntamenti:
Lunedì 23 aprile ore 9 in Via Michelangelo Buonarroti 14 (zona Santa Croce) per impedire uno sfratto esecutivo.
Giovedì 26 aprile ore 21, presso la Casa del Popolo di Novoli, Via di Novoli 9 ASSEMBLEA DI ZONA DEGLI SFRATTATI

GLI SFRATTATI DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA
gli occupanti delle case popolari di Via rocca tedalda e del Ponte di Mezzo

RICONOSCI ANCORA LA TUA CITTA’?

CORTEO ANTIRAZZISTA SABATO 10 MARZO,

PIAZZA DALMAZIA ORE 15

  • Nella Firenze del 2012, se sei migrante, rischi di entrare in questura per un semplice fermo e uscirne cadavere.
  • Nella Firenze del 2012, se sei migrante, rischi di essere picchiato e minacciato, pistola alla mano, da esaltati tutori dell’ordine fuori servizio.
  • Nella Firenze del 2012, se sei migrante, ogni semplice controllo del permesso di soggiorno può costare schiaffi e umiliazioni.
  • Nella Firenze del 2012, se sei migrante, puoi essere aggredito a sprangate in piena notte addirittura dentro le porte di casa tua.
  • Nella Firenze del 2012, se sei migrante, rischi di essere ammazzato come un cane sull’asfalto mentre cerchi di lavorare per sopravvivere.

Questa è la realtà che gli avvenimenti degli ultimi tre mesi raccontano. Un lasso di tempo breve, denso però come non mai: non si ricorda in questa città, a memoria d’uomo, un periodo altrettanto nero per quanto riguarda le violazioni del rispetto dell’altro e del diverso. Una serie di soprusi, angherie, violenze che concorrono a confermare quella che, da semplice ipotesi, è divenuta verità oggettiva: gli omicidi razzisti e fascisti di Piazza Dalmazia non erano che la punta di un iceberg molto più voluminoso. Più volte abbiamo denunciato le responsabilità istituzionali e politiche, più volte abbiamo affermato che fatti del genere sono le degenerazioni di una malattia cronica dell’organismo sociale, che come tale va affrontata e sconfitta. Campanelli di allarme rimasti inascoltati, al di là delle lacrime di coccodrillo istituzionali.

 

Sentire ancora parlare di responsabilità individuali, di mele marce e di tutte le altri componenti di un limitato repertorio di ipocrisia, adesso più che mai sembra veramente un’offesa al buon senso. L’atmosfera fiorentina è diventata pesante ed oppressiva: da una parte il costante, scientifico incremento della violenza razzista, poliziesca e non; dall’altra un’indifferenza cittadina che ne garantisce l’impunità, amplificandone le conseguenze. In mezzo, stritolati dagli ingranaggi di tale meccanismo, tutti coloro abituati a vivere in prima persona la città, siano essi migranti o autoctoni. La componente migrante in particolare, fragile e ricattabile in relazione al suo status, si trova in difficoltà nel leggere la situazione, preferendo spesso non denunciare piccoli grandi soprusi ormai divenuti parte della quotidianità.

 

Quello che dobbiamo fare, dal primo all’ultimo, è dimostrare di non avere paura, dimostrando così a chi ci sta intorno che è opportuno non averne. Soltanto così le intimidazioni cadono nel vuoto, e la violenza subita si trasforma nel motore che dà vita a nuove consapevolezze e nuove rivendicazioni. Solo rompendo il muro di omertà e di timore possiamo riuscire a ribaltare le circostanze, in modo che il “controllore” venga a sua volta sorvegliato dal vigile occhio della comunità, e ne tema la reazione. Solo fornendo risposte antirazziste dal basso possiamo cercare di recuperare una città che, ormai alla deriva, sta puntando verso la peggiore delle direzioni.

CORTEO ANTIRAZZISTA SABATO 10 MARZO,

PIAZZA DALMAZIA ORE 15

Movimento di Lotta per la Casa, Assemblea rifugiati politici somali, eritrei ed etiopi, CSA nEXt Emerson, Brigate di Solidarietà Attiva Firenze, Rete antirazzista

Sabato 18 a Kulanka: “DI STATO SI MUORE”

Il MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA
il CSA NEXT EMERSON
l’associazione di mutuo soccorso in memoria di ABDUCAR MOALLIM-ONLUS
presentano

SABATO 18 FEBBRAIO 2012
c/o SPAZIO KULANKA
via luca giordano FIRENZE
ore 17

“DI STATO SI MUORE”
proiezione del film documentario
“148 STEFANO. I MOSTRI DELL’INERZIA”
di Maurizio Cartolano

LA CASA è UN DIRITTO NON UNA MERCE

     Firenze 16-3-2012


Ieri pomeriggio, intorno alle ore 18 tre nuclei familiari di cittadini sfrattati sono stati costretti ad occupare una palazzina lasciata nel totale abbandono da numerosi anni, nel quartiere di Novoli, in Via Baracca 25.
Con l’aumento esponenziale della crisi economica sono migliaia i nuclei in attesa di sfratto esecutivo, la morosità da canone d’affitto è una malattia contagiosa, di questi tempi…
Il Comune offre una decina di alloggi popolari ogni anno e non è assolutamente in grado di offrire politiche di emergenza. Ottenere una casa popolare, oggi, è paragonabile solo alla vincita milionaria di una lotteria…

A fronte di questo disastro sociale che va estendendosi, diventa improrogabile assicurarsi il “minmo vitale”, agendo in STATO DI NECESSITA’.
Prima che sia troppo tardi, quando la depressione da sfratto, tasse, esclusione sociale, prenda il sopravvento e spinga a gesti autolesionisti, come accaduto di recente a Bari a due coniugi ultrasessantenni che si sono suicidati, lasciando questo biglietto: “vivere senza lavoro-reddito, specie in età avanzata, è peggio di avere un cancro:questa malattia ti conserva dignità e affetti, la disoccupazione oltre a spingerti a rinunciare alla vita, ti fà perdere dignità affetti e amici”…

L’ANTIDOTO ALLA DISPERAZIONE E’ LA RIAPPROPRIAZIONE SOCIALE OVVERO LA SODDISFAZIONE DEI BISOGNI ELEMENTARI ATTRAVERSO L’AGIRE COLLETTIVO TENDENTE ALLA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA SOCIALE PRODOTTA…

Intanto la crisi produce miseria…
Anche nello sconfinato territorio di Novoli sfratti e impossibilità di pagamento dei mutui bancari sono in aumento vertiginoso. I Baldassini e Tognozzi, i Ligresti hanno saccheggiato volumi e metri quadri, spezzando relazioni sociali e forti legami di solidarietà, ma la circolazione di merci e profitti hanno trasformato il territorio in un enorme contenitore…ma dentro questo contenitore non c’è proprio niente…

Lo ripetiamo: Le tre famiglie occupanti hanno agito in STATO DI NECESSITA’, hanno esercitato il diritto alla LEGITTIMA DIFESA. Non sono marziani ma uomini e donne consapevoli dei loro diritti e della loro dignità.

Per questo hanno bisogno di solidarietà, LA CASA E’ APERTA A TUTTI/E E STIAMO PREPARANDO UNA ASSEMBLEA DEGLI SFRATTATI

GLI OCCUPANTI DI VIA BARACCA 25 CON LA SOLIDARIETA’ DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA DI FIRENZE

Messaggio 66 di 990

ancora violenze contro i rifugiati

Un’altra barbara aggressione torna ad insanguinare Firenze e soprattutto la vita di quattro rifugiati politici somali. Ad una settimana esatta di distanza dall’irruzione, con annesso pestaggio, al centro Paci da parte di due ufficiali di polizia fuori servizio, un altro fatto, forse ancora più pericoloso, vede suo malgrado protagonista la comunità somala.

Nella notte di sabato 3 marzo il Centro interculturale autogestito Kulanka, in via Luca Giordano, è stato oggetto di una vera e propria spedizione punitiva, culminata nel ferimento di quattro occupanti, di cui uno tutt’ora ricoverato in ospedale con traumi di vario tipo. La dinamica dei fatti è l’unica cosa chiara di questa vicenda: prima veniva aggredito un somalo che, sulla porta di ingresso, stava parlando a telefono (le botte sono state precedute da frasi inequivocabili come “sporco negro” e non solo), poi è avvenuta l’irruzione all’interno, con tanto di porta scassinata, ed il pestaggio spranghe e martelli alla mano degli altri somali capitati a tiro. Gli aggressori, due uomini ed una donna, che a quanto sembra ha fermato gli altri a “lavoro” completato, sono poi fuggiti su una grossa macchina scura.

Poco dopo un SUV rubato viene intercettato dai carabinieri in zona Isolotto. Ne nasce un inseguimento rocambolesco, prima sulla strada e poi a piedi, in cui un carabiniere rimane ferito alla gamba da un colpo di pistola. Gli occupanti del veicolo risultano essere due uomini, riusciti a fuggire, ed una donna bionda di cittadinanza polacca, attualmente in stato di fermo. Sull’auto vengono rinvenuti attrezzi da scasso e merce rubata. Appare a questo punto evidente che i fuggitivi non potevano che essere gli autori del precedente raid.

Gli inquirenti hanno quindi immediatamente messo in collegamento gli avvenimenti con noncuranza, come se le due cose rappresentassero la naturale sequenza della notte lavorativa di malviventi di professione.

Sono troppi gli interrogativi che una dinamica dei fatti come questa porta alla luce, anche in relazione a ciò che è accaduto appena una settimana prima. In attesa di conoscere l’evoluzione della vicenda e di decidere collettivamente, come Movimento di lotta per la Casa nella sua totalità, come gestire l’aspetto pubblico della vicenda, ci sentiamo in dovere di fare qualche puntualizzazione.

NON si è trattato di un regolamento di conti, come già si legge su qualche giornale, che fa riferimento ad ipotetici screzi tra comunità migranti. La medesima notizia era stata divulgata immediatamente dopo gli omicidi razzisti di piazza Dalmazia, salvo poi scoprire che la realtà era tragicamente diversa. Questa mistificazione abituale deve terminare, perchè, lo ripetiamo, non si è trattato di un regolamento di conti ma di una violentissima e mirata spedizione punitiva!

Le nostre ipotesi sull’accaduto non tarderanno ad essere discusse e socializzate. Nel frattempo, non rimane che constatare con amarezza estrema la progressiva e costante escalation di odio che si respira in città. Firenze, a quanto pare, non riesce ad essere un rifugio ed un punto di riferimento sicuro per nessuno, nemmeno per coloro che fuggono da un sanguinoso passato di guerra.

…2000 FAMIGLIE SENZA CASA…20.000 CASE SENZA FAMIGLIA…

Firenze 22-4-2012

Questa mattina dodici famiglie senza casa si sono ripresi POSSESSO di uno stabile a Piandi Mugnone, nel comune di Fiesole.

Sono i nuovi precari della casa, intere famiglie italiane e straniere che sono state escluse dalle graduatorie istituzionali, che non riescono a pagare affitti impossibili per i bassi salari esistenti, chee sono vittime della crisi infinita.

Si sono ripresi il diritto alla casa per ricomiciare a vivere.
Stanchi di subire ricatti dai servizi sociali, di fare code in uffici, di aspettare un miraggio che non arriva mai…

Lo hanno fatto nel comune di Fiesole, uno dei comuni della cintura FIORENTINA CHE NON PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI NEANCHE UNA CASA POPOLARE, PERCHè A fIESOLE DEVONO ABITARE UNICAMENTE I RICCHI..peccato che decine di sfratti nello stesso Comune dimostrino il contrario…

Lo hanno fatto occupando una struttura di proprietà dell’università Europea, abbandonata da dieci anni, sombolo vivente dell’Europa dei Bancheri e delle Banche, dellA SPECULAZIONE E DEI DENARI IN POCHE MANI…
La stessa Europa che impone SACRIFICI a milioni di donne e uomini deve comiciare a fare i conti con le nuove povertà.

E’TUTTO…PER ORA..

GLI OCCUPANTI DI PIAN DI MUGNONE
IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA

Solidarietà a Paolo Di Vetta

Firenze 12-3-2012


Venerdì 9 dicembre ai margini del corteo nazionale della FIOM, durante una pacifica protesta del Movimento di Lotta per la Casa di Roma davanti al CIPE di Roma la Polizia effettuava alcune e smisurate provocazioni contro i compagni e i proletari presenti.
L’iniziativa è stata blindata e accerchiata per concludersi con il provocatorio arresto di quattro partecipanti alla stessa, tra i quali anche Paolo Di Vetta, uno degli esponenti del movimento per la casa di Roma.

Conosciamo bene Paolo, da sempre in prima fila nella solidarietà con gli “ultimi”, con i precari della casa, con i movimenti che si battono per trasformare il tessuto urbano della capitale.

Il giorno dopo si è svolto il PROCESSO PER DIRETTISSIMA ai quattro compagni. Il Tribunale di Roma metteva in libertà tre compagni e Paolo in DETENZIONE DOMICILIARE, con la grave accusa di strumentalizzare bisogni e diritti di migranti.

Come se i migranti che si battono per i loro diritti siano strumentalizzati ad arte da agitatori di professione, e non persone consapevoli dei loro diritti e della loro dignità.

Dopo gli arresti per la battaglie contro la TAV nella Valsusa, le centinaia di avvisi di garanzia nei confronti di compagni e compagne che lottano per il diritto alla casa a Roma come a Firenze, è chiaro a tutti che un insieme di compagmi sono “scomodi” in libertà in momenti di crisi economica, e danno fastidio in modo particolare coloro che intessono forti e straordinarie relazioni sociali.

Il movimento di Lotta per la Casa di Firenze è, come sempre vicino a Paolo….e ne chiede l’immediata liberazione.

miti e quieti come sempre, e come sempre poco inclini a subire,
IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA DI FIRENZE

Messaggio 69 di 990

È troppo…

CAMERE DI “SICUREZZA” O CAMERE DELLA MORTE…

Per la seconda volta, nel giro di venti giorni, la Questura di Firenze ci consegna una seconda vittima dell’inferno nelle camere di sicurezza di Via Zara.

Dopo Youssuf un altro cadavere senza nessuna motivazione…
Altro che garanzia del DIRITTO…
Altro che tutela dei diritti umani…

Le celle di sicurezza a Firenze sono luoghi dove entri VIVO e esci MORTO…

Per queste ragioni chiediamo l’immediata CHIUSURA DELLE CELLE LAGER della Questura fiorentina oltre all’accertamento reale dei fatti avvenuti e non una serie imperdonabile di menzogne.

GIOVEDI’ 1 MARZO ALLE ORE 11,30 CONFERENZA STAMPA PRESSO LA SEDE DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA IN VIA MATTEO PALMIERI 11 ROSSO

aderenti magrebini del movimento di lotta per la casa