LA LINEA DELLA FERMEZZA...
Comunicato stampa Firenze, 28/09/2007
LA LINEA DELLA FERMEZZA...
Questa mattina circa 150 uomini, donne e bambini degli stabili occupati hanno pacificamente occupato gli uffici preposti alle assegnazioni delle residenze. Una protesta nata dalle inesauribili vicende legate alla vita delle persone.
Infatti da oltre un'anno le residenze non vengono, misteriosamente, assegnate agli occupanti.
Ma dopo le prime proteste dello scorso giugno, l'assessore ai servizi demografici (si chiama così...) Lucia de Siervo affermava anche in via mediatica che il diritto alla reidenza veniva concesso anche agli occupanti. Mentre i dirigenti del settore, in modo anche fermo, hanno ribadito che loro agli occupanti la residenza non la concedevano...
Residenza vuole dire contratti di lavoro, rinnovo dei permessi di soggiorno, diritto all'istruzione per i bambini, insomma diritto alla residenza come diritto alla vita.
Dopo una mezz'ora di urla, slogan e rabbia una delegazione del movimento è stata ricevuta dall'assessore de Siervo e da dirigenti del settore.
Le contraddizzioni del Comune sono sotto gli occhi di tutti. Scatenare guerre tra gli "ultimi", dividere addirittura le occupazioni.
Una volta si chiamava la politica del "bastone e della carota", ora è rimasto solo il "bastone".
Ma è un bastone che usano molto male, che chiama solo alla rabbia e alla lotta a difesa dei beni comuni.
Tra i "beni comuni" di sicuro LA RESIDENZA PER TUTTI E TUTTE.
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA FIRENZE
Non cammineremo mai da soli
Corteo 22 settembre in piazza San Marco

Sul sunia
A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE - URGENTE Firenze 13-9-2007
Mettiamo in sicurezza diritti e libertà!
Mettiamo in sicurezza diritti e libertà!
Tolleranza zero, pacchetto sicurezza. Queste solo le parole d'ordine di un governo centro-sinistro, trainato delle amministrazioni locali e dai sindaci-sceriffo, preoccupati solo di emettere leggi che alimentano intolleranza, razzismo e discriminazione.
Lavavetri, ambulanti, mendicanti, prostitute, graffittari sono i nuovi bersagli di questa crociata securitaria che da mesi viene portata avanti nelle nostre città con divieti e controlli.
Tutto gravita attorno allo spauracchio della sicurezza.
Chi si trova a lavare i vetri ad un semaforo, chi chiede l'elemosina e chi scrive sui muri costituisce una priorità che necessita soluzioni urgenti, per accantonare le vere emergenze dilaganti nei nostri territori: la precarietà della vita, la guerra, il controllo.
Il tema caldo affrontato dal ministro dell' interno Amato, dal ministro della giustizia Mastella e dal ministro della difesa Parisi è il "degrado urbano". Si propone di introdurre il reato di "questua molesta", il carcere fino a sei mesi, criminalizzando tutti coloro che non rientrano nel loro progetto di città vetrina in cui l'imperativo è apparire e produrre.
Probabilmente lo scopo di questo "pacchetto sicurezza" è quello di ridisegnare le nostre metropoli, di far apparire le nostre città come vetrine in cui distinguere le periferie dalle cosiddette "aree di pregio", da difendere a spada tratta in nome di un miope legalismo che prevede l'escalation delle sanzioni e delle pene per tutti coloro che si rendono "complici" del "degrado urbano" che sta tanto a cuore ai governanti delle nostre città.
Dal sindaco di Firenze
che propone l'arresto fino a tre mesi per i lavavetri, al vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, che fa della battaglia ai writers il suo baluardo di integrità da anni (anche nella precedente giunta Albertini) proponendo addirittura taglie e detenzione sostenendo la campagna antigraffiti della sindaca Moratti "I lav Milan".
Non è pensabile che giovani ragazzi muniti di bomboletta siano il pericoloso nemico da combattere, emulando modelli d'oltre oceano, come quello dell'ex sindaco newyorkese Rudolph Giuliani, che addirittura negano la possibilità ai ragazzi minorenni di comprare bombolette. Non è possibile pensare che l'arresto, oggi proposto addirittura dai ministri di centrosinistra, sia lo strumento contro chi usa il colore per comunicare alla città.
Una città in cui i problemi sono evidentemente altri, dove gli affitti sono di giorno in giorno sempre più esorbitanti, in cui vengono chiusi e negati spazi di socialità ma aumentata la presenza delle forze dell'ordine a "difesa" di strade, piazze e parchetti, dove sei costantemente spiato e controllato da occhi elettronici, in cui le parole d'ordine della giunta sembrano essere "chiusura", "discriminazione" e "intolleranza".
Ciclicamente all'interno delle nostre metropoli esplodono emergenze, che mettono in risalto le contraddizioni del neoliberismo, del primato dell'economia e del profitto sull'uomo, dalla precarietà della vita, generando sempre nuovi nemici comuni, individuati spesso nelle soggettività più precarie e ricercate ad hoc dalla governance che se ne nutre generando odio, paura ed insicurezza.
Sabato 22 settembre ore 10, Piazza San Marco Manifestazione
Corteo fino a Piazza della Signoria dove si svolge il convegno nazionale sui temi "accoglienza e dell'immigrazione".
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA
ISTITUTO DEL FULIGNO, ALTRO CHE ACCOGLIENZA...
L'Istituto del Fuligno è un vecchio palazzo nel cuore della città. Un vecchio convento lasciato negli anni al grande patrimonio IPAB (Istituti di Pubblica assistenza e Beneficienza). Dopo tanti anno il Comune di Firenze decide, finalmente, di fare qualcosa di questo piccolo patrimonio.
Una parte viene usata per incontri-convegni e ludoteca, un altra ben più grande come struttura di accoglienza temporanea per sfrattati e situazioni di grave disagio abitativo.
Le famiglie inserite al Fuligno, come molte ragazze madri prima di entrare nella struttura, passano per le "forche caudine" obbligatorie del moderno sistema dell'assistenza, Servizi Sociali, segnalazioni, gradutaorie, percorsi da rispettare...
Nel piccolo "mondo" degli sfrattati e dei senza-casa esistente a Firenze entrare al "Fuligno" diventa quasi un merito, un piccolo privilegio, una speranza rispetto alla marea che attraversa la città con le occupazioni e senza futuro.
E anche per il Movimento di Lotta per la Casa, come per l'unione Inquilini la permanenza al Fuligno doveva significare un "breve periodo" di attesa per poi essere introdotti nell'edilizia residenziale pubblica.
Tutto questo per accordi presi negli anni 2002 e 2003.
Cambia la società, e cambiano le regole.
Oggi il diritto alla casa popolare non è garantito per nessuno e nessuna. La struttura copre solo il tempo e lo spazio deciso dal servizio sociale, il futuro non riguarda nessuno, il futuro è il mercato...
La struttura è gestita da un piccolo esercito di educatori e operatori, direttori e direttrici, e tutte le funzioni di "inserimento" diventano funzioni di controllo sociale.
Oramai molte storie sono note. Le umiliazioni subite, sopratutto dalle donne, i ricatti, le vessazioni sono solo una parte di un sistema di controllo che ha trasformato il disagio abitativo in disagio "psichiatrico"...
E ben oltre alle umiliazioni, la struttura è dotata di un sistema di video-sorveglianza che ricorda i CPT, ma la video-sorveglianza non è posta in essere per la sicurezza dell'utenza, ma al contrario è per controllare e reprimere l'utenza stessa.
I bambini non possono giocare insieme, gli ospiti sono accolti in una sala (con ovvia telecamera) e non hanno libero accesso alla struttura, come a Sollicciano, gli orari vanno rispettati e le regole, rigide e precise, rispettate alla lettera pena l'espulsione dalla struttura...
Insomma una struttura dove il concetto di "sicurezza" di "sorveglianza" e di "punizione" sono applicati in una ferrea e folle logica del recupero sociale...
Dunque niente casa, niente futuro, e mesi in una struttura che ricorda pìù un "collegio" che non una struttura di ospitalità, un bel capolavoro voluto dal comune di Firenze.
Per questo le nostre iniziative sul mettere in "SICUREZZA" i diritti delle persone partono dal ventre della città.
Per opporre alla loro sicurezza la LIBERTA' E L'AUTOGESTIONE COLLETTIVA come principi e valori della vita, e insieme alla libertà (comunque bene collettivo) il bisogno di un futuro diverso.
PER QUESTO VENERDI' 7 ALLE 11,30 UNA DELEGAZIONE DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA INSIEME A UNA DELEGAZIONE DELLE DONNE DEL FULIGNO HANNO ORGANIZZATO UNA CONFERENZA STAMPA COLLETTIVA SUL RUOLO REPRESSIVO DI QUESTE STRUTTURE.
IL PROSSIMO VENERDI' SARANNO I RICHIEDENTI ASILO A PROTESTARE CONTRO LE DISUMANE CONDIZIONI DI VITA ESISTENTI NEL TERRITORIO FIORENTINO.
METTIAMO IN SICUREZZA I DIRITTI...
METTIAMO IN SICUREZZA I DIRITTI...
Dopo un'altra estate passata sotto il marchio del delirio securitario, e conclusasi con la tristissima e ridicola vicenda della caccia al "lavavetri", anche noi apriamo una battaglia di libertà e di messa in sicurezza dei diritti e bisogni collettivi, per ora queste le iniziative decise:
1-Venerdì 7 settembre ore 11,30 davanti alla Pia Casa del Fuligno, via Faenza 75 rosso, CONFERENZA STAMPA DELLE DONNE UTENTI della struttura, contro la gestione militare della struttura, contro le continue vessazioni subite dagli utenti.
2-Venerdì 14 settembre ore 10 piazza signoria PRESIDIO DEI RICHIEDENTI ASILO somali, eritrei e etiopi per una diversa politica dell'accoglienza.
3-Sabato 15 settembre alle ore 16 presso lo stabile del LUZZI occupato FORUM CITTADINO SUL FUTURO DELL'OCCUPAZIONE STESSA
4-Venerdì 21 settembre in occasione delconvegno dei sindaci sull'immigrazione CONTESTAZIONE INTELLIGENTE, orario e luogo saranno stabiliti in seguito.
5-SABATO 29 SETTEMBRE ORE 10 PIAZZA SAN MARCO MANIFESTAZIONE CITTADINA PER METTERE IN SICUREZZA IL DIRITTO ALLA CASA E ALL'ACCOGLIENZA
Altre iniziative verranno decise in seguito. Purtroppo sono ricominciati gli sfratti e stiamo rimettendo in piedi la rete di picchetti antisfratto...
Mentre sabato 8 settembre dalle 22 in poi festa reggae per sostenere le spese legali del movimento al Luzzi di pratolino.
seguiranno aggiornamenti sul campeggio NO DAL MOLIN A VICENZA e SUL CORTEO CONTRO L'ICENERITORE DI MONTALE di SABATO 8 SETTEMBRE
FIRENZE ESTATE 2007, UN ALTRA ESTATE DI VERGOGNA
INVITIAMO GLI ANTIRAZZISTI, I SINDACATI DI BASE, I CENTRI SOCIALI, L'OPPOSIZIONE TUTTA
SABATO 1 SETTEMBRE ORE 17,30 STABILE OCCUPATO LUZZI A PRATOLINO
ASSEMBLEA CITTADINA IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA FIRENZE
Il mese di agosto viene usato dai media e anche dalle istituzioni per inasprire toni e linguaggi contro il degrado metropolitano e contro le nuove povertà. Anche quest'anno il mese di agosto è stato usato per attaccare genericamente il mondo degli immigrati e dei marginali, con fiumi di inchiostro sprecati sui quotidiani locali.
E' stato utilizzato per SGOMBERARE 15 famiglie dell'Ottavo Padiglione a San Salvi utilizzando un decreto di inagibilità. Sono state inventate di sana pianta risse tra somali e marocchini al centro di prima accoglienza di Via Del Fosso Macinante...è stata costantamente attaccata l'esperienza del Movimento di Lotta per la Casa per coprire le tantissime inadempienze dell'amministrazione stessa. Per ultimi, i soliti fascisti di sempre che quotidianamente solleccitano lo sgombero di questo o di quell'altro palazzo ovviamente occupato.
Lo diciamo da tempo, a Firenze il terreno dei diritti, casa e accoglienza ma anche salute, istruzione, e beni comuni è sepolto da dinamiche di mercato e di profitto.
Dunque la migliore cosa è scatenare guerre tra poveri, divisioni, e accentrare nuovamente le attenzioni sui problemi di ordine pubblico, l'aumento degli organici di polizia municipale, i "patti sulla sicurezza", i costanti divieti a manifestare, le innumerevoli denunce, l'uso spropositato delle telecamere, i pestaggi sugli abusivi, un clima di militarizzazione della città che non ha precedenti.
Un contesto voluto e cercato, che tende a coprire i 5000 sfratti incombenti da settembre in poi, lo sgombero dell'occupazione interetnica dello stabile Luzzi, l'arrivo sempre più massiccio in città di richiedenti asilo che cercano direttamente il "movimento" ben sapendo che nessuna istituzione offre un minimo di accoglienza.
Senza dimenticare la costruzione della "loro città" fatta di case con prezzi offensivi, di tramvie, di treni più o meno veloci, di inceneritori, di precarietà infinita, di saccheggio di volumi e metri quadri.
NON CI STIAMO
Intendiamo costruire sin da subito una mobilitazione ricompositiva in risposta agli attacchi subiti, non è nostro costume accettare in silenzio un clima da vera e propria "caccia alle streghe"...
INVITIAMO GLI ANTIRAZZISTI, I SINDACATI DI BASE, I CENTRI SOCIALI, L'OPPOSIZIONE TUTTA
SABATO 1 SETTEMBRE ORE 17,30 STABILE OCCUPATO LUZZI A PRATOLINO
ASSEMBLEA CITTADINA IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA FIRENZE
Per chi suona la campana
COMUNICATO
STAMPA
Firenze 11-8-2007
Oggi alle 7 di mattina hanno suonato le campane della "martinella" per
ricordare la liberazione della città dal nazi-fascismo, culmine di una
straordinaria primavera, che ha unito una generazione intera contro
l'invasore.
Sono passati 63 anni, è la storia contemporanea del razzismo e del
fascismo, della sofferenza e della miseria sembra non avere fine...
E' davvero difficile svegliarsi nel ricordo della liberazione e leggere
immediatamente sulle agenzie di stampa che quattro bambini sono morti
in un rogo di una baracca a Livorno. Qualcuno dirà che sono "rom",
qualcun altro darà la colpa ai genitori, ma nessuno penserà ai disagi e
alla disperazione del nucleo familiare e alle loro disumane condizioni
di vita.
E sempre oggi, qualche minuto dopo le sette oltre 100 carabinieri,
vigili, digos, hanno sgomberato lo stabile di San Salvi, una
occupazione che dura da oltre 13 anni. nei giorni scorsi a causa del
nubifragio lo stabile era stato dichiarato inagibile. Le famiglie, dopo
una trattativa, che ha visto anche la presenza del movimento di lotta
per la casa, sono state sistemate in affittacamere e i singoli in
strutture di accoglienza.
Uno strano modo di festeggiare la liberazione della città. Uno strano
modo di vivere il presente, con morti e sgomberi per i ceti sociali
economicamente deboli.
La lotta antifascista oggi è lotta antirazzista, è affermazione dei
diritti e dei beni comuni, e liberazione dalla globalizzazione
capitalista. E'rivolta contro lo sfruttamento e la precarietà.
ANCORA UNA VOLTA VIENE DA CHIEDERSI...PER CHI SUONA LA CAMPANA !
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA-FIRENZE
L'addio dell'ottavo padiglione
Ieri pomeriggio, a causa di un violento nubifragio che ha sventrato il
tetto del secondo piano, l'ottavo padigilione di San salvi è stato
"evacuato"...le persone (una quarantina) messe in sicurezza per qualche
notte e la lunga storia di un occupazione è finita nel silenzio,
nel nulla. A dire il vero dal 2002, dopo che erano stati assegnati i
primi alloggi ad alcune famiglie, gli occupanti di San Salvi avevano
nei fatti interrotto le relazioni con il Movimento di Lotta per la
Casa. L'allora assessore alla casa Tea Albini gli aveva garantito un
lento inserimento nei piani dell'edilizia pubblica.
Eppure l'occupazione dell'Ottavo Padiglione ha un lungo "vissuto" in un
periodo particolarmente difficile della storia del movimento. Una
storia di lotte, di sofferenze, di divisioni che qualcuno tra i più
"anziani" non pùò certo dimenticare.
L'occupazione è datata settembre del 1995. Una struttura
particolarmente "brutta" con lunghi corridoi e tanti stanzoni. Del
resto di meglio da un un ospedale psichiatrico non si poteva avere...
La prima fase era stata caratterizzata da tantissime iniziative.
L'entusiasmo iniziale determinato dal rapporto con i tanti utenti,
ancora presenti all'interno dell'area di San Salvi, fece i conti con
successive e tante difficoltà. I fascisti del quartiere provarono
inutilmente a bloccare l'erogazione dell'acqua potabile, mentre sul
movimento cominciava ad abbatersi la grande spirale repressiva di quel
periodo.
"Il direttore" dava la sveglia a tutti e tutte quando bisognava
"muoversi", Mario minacciava tutti e tutte di salatissime multe se non
ottemperavano alle rigidissime regole dell'occupazione. Lorenzo doveva
fare i conti con la ferocia di "ETTORE" un enorme "dobermann" di
Antonella... I tanti tentativi di rimorchiare qualcuna puntualmente
finiti nel fallimento...
Tanti episodi che resteranno nella memoria collettiva.
Come il periodo successivo segnato dalle "infiltrazioni", dai numerosi
allontanamenti di persone per motivi di "narcotraffico", da un lento e
graduale allontanamento dell'occupazione stessa.
L'occupazione ieri HA CHIUSO I BATTENTI, quasi nel silenzio, le persone
in qualche modo saranno sistemate (malissimo conoscendo il
funzionamento della struttura comunale e della Prefettura), e nel
silenzio saranno cancellati 12 anni di storia collettiva, non ne faremo
un dramma, ma ci preme ricordare un periodo che nel bene e nel male ha
rappresentato qualcosa per ciascuno di noi...